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Utente: moscar

Previsioni e Consigli di Trading per la Settimana 09/03 - 13/03

Netto tonfo dell’oro
L’oro ha patito nella giornata di venerdì la sua più ampia perdita dell’intero anno, vanificando i guadagni del 2015. Il metallo giallo aveva iniziato la settimana a 1212 USD/oz e nell’ultima giornata della settimana è sprofondato dai 1195 a 1165 USD/oz. nello spazio di poche ore. Un vero tonfo. Ci si chiede ora cosa fare la prossima settimana. Probabilmente si saranno assestamenti al rialzo, in quanto saranno numerosi i trader che opereranno con posizioni buy. Il consiglio è di seguire il trend a corto termine non appena si vedranno le rapide risalite, per poi rivendere una volta ottenuti i guadagni. In tutti i casi se si intende acquistare i futures sull’oro è meglio tenere la situazione sotto controllo e mantenersi short a causa della prevedibile elevata volatilità.
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Andamento del petrolio incerto
Difficile fare previsioni sul petrolio. La ragione sconsiglia dunque di operare con il greggio, che ha iniziato la settimana a 49,22 USD per superare i 52 USD giovedì e terminare in perdita venerdì a 49,59 USD, con l’ultima giornata di contrattazioni contrassegnata da una evidente caduta. Anche qui come per l’oro, sono d’obbligo le posizioni short e seguire attentamente gli sviluppi per uscire in tempo utile.
EUR/USD ai minimi da 11 anni
L’euro è sceso contro il dollaro soprattutto nella giornata di venerdì ed è scambiato vicino ai minimi di 11 anni segnato giovedì scorso. Questo come risposta dei mercati ai commenti del Presidente della BCE Mario Draghi, che ha confermato che la BCE inizierà ad acquistare bond governativi della zona euro da lunedì 9 marzo attraverso il nuovo programma di allentamento monetario. I dubbi sul salvataggio greco continuano ad innervosire i mercati dell’euro. In apertura a 1,1191, EUR/USD ha chiuso a 1,0844. Il sentiment sull’euro rimane negativo, dominato da un trend ribassista a lungo termine di fondo. SI andrà verso la parità? Si suggerisce pertanto di operare con posizioni sell, anche se ci potrebbero essere improvvise ondate rialziste da sfruttare con posizioni buy.
Dollaro al riazo
Rispetto alla valuta unica comunitaria, il discorso sul dollaro USA è diametralmente opposto. Il biglietto verde ha mostrato un nuovo strappo rialzista, che ha trovato sostegno nel balzo oltre le attese delle non farm payrolls di febbraio. Per gli scambi valutari si può tracciare il seguente scenario: USD/CHF continua a crescere confermando l’interesse all’acquisto, che dovrebbe continuare anche la prossima settimana. Infatti, in un’ottica di lungo termine, il momentum rialzista per l’USD/CHF continua in seguito alla rimozione del floor EUR/CHF. L’USD/JPY continua a muoversi all’interno di un nascente canale ascendente. Favoriamo un’impostazione rialzista di lungo termine finché terrà il supporto chiave a 110,09. Sebbene sia probabilmente in corso un consolidamento a medio termine, non vi è alcun segnale che suggerisca la fine del trend rialzista.
Sterlina in ostaggio della politica
Al momento, l’attenzione degli operatori in GBP si concentra sempre di più sui discorsi politici. Le incertezze politiche dovrebbero pesare sul complesso GBP nelle settimane a venire. La coppia GBP/USD è scesa sotto la media mobile a 50 giorni (1,5266), ciò che dovrebbe indicare una tendenza sell. Invece l’EUR/GBP si è ripreso dal minimo storico pari a 0,72197 dopo la conferenza del presidente della BCE Draghi. C’è buona probabilità di toccare un minimo, salvo che solidi ordini d’acquisto non conferiscano supporto alla fascia 0,70/0,72. Si profila qui una debole tendenza buy.

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